Progetto 1

APPLICAZIONE DI "DNA MICROARRAY" (BIOCHIP) ALLA DIAGNOSTICA INFETTIVOLOGICA E FARMACO GENETIC A

Protolife S.r.l. vuole sfruttare il potere insito nella vita per sviluppare un nuovo tipo di tecniche che permettano di creare e programmare strutture viventi con le volute funzionalità chimiche.

Le nostre proto-cellule saranno realizzate in due modi:

- nanocellule autonome programmabili

- processi viventi sviluppati su piattaforma microfluidica

Le strutture viventi sviluppate da ProtoLife condivideranno molte delle caratteristiche presenti nelle attuali forme di vita, quali self-repair, autoriproduzione a carattere esponenziale nonché capacità di adattabilità automatica “open-ended”.

Gli obiettivi di breve termine porteranno sul mercato prodotti ad alto impatto nel settore farmaceutico, alimentare e cosmetico, grazie alla combinazione programmata di reazioni chimiche e strutture lipidiche auto-assemblanti (vescicole).

Progetto 2

SVILUPPO DI SISTEMI INNOVATIVI DI BIOLOGIA MOLECOLARE E CELLULARE PER DIDATTICA

Il progetto DIDATTICA della DITTA Dott. DINO PALADIN ha come obiettivo la messa a punto e la validazione di kit didattici per la realizzazione di esperienze pratiche su varie tecniche di elevata specializzazione, normalmente in uso in laboratori di biologia molecolare, cellulare, biochimica, genetica, microbiologia e oncologia.
Lo spunto viene dalle esigenze delle strutture di formazione che dovendo operare con numerosi allievi, non sempre hanno a disposizione risorse di personale e di tempo per confezionare il materiale necessario per ogni studente. In più occasioni sono state evidenziate da parte di docenti richieste di metodi e reagenti finalizzati alla preparazione di esperienze didattiche.
Rivolti alla formazione universitaria, post-universitaria e all’aggiornamento professionale, tali metodi potranno essere applicati a varie materie di insegnamento, quali ad esempio: biochimica, genetica, istologia, microbiologia, virologia, oncologia, medicina legale.
Una ricerca scrupolosa e un’attenzione particolare sono state osservate nello sviluppo di kit che potessero essere propedeutici anche per alunni delle scuole medie superiori; simulando, tramite esperienze pratiche, l’attività di un vero laboratorio di biologia molecolare, lo studente potrà meglio completare il proprio percorso formativo sentendosi maggiormente coinvolto nelle problematiche del mondo della ricerca.
Il metodo didattico prevede, oltre a tutto il materiale necessario per l’esecuzione dell’esperimento pratico, dispense guida per l’aggiornamento dell’insegnante sulle più recenti pubblicazioni scientifiche di settore e schede che supporteranno lo studente durante la fase sperimentale e nell’interpretazione dei risultati.

Per realizzare il progetto è stata costituita un’Associazione Temporanea d’Impresa (ATI) tra la DITTA DOTT. DINO PALADIN e L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA, DIPARTIMENTO DI ISTOLOGIA, MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE MEDICHE, con sede attività in Motta di Livenza (TV).

Progetto 3
PRODOTTI LATTIERO CASEARI FERMENTATI CON UTILIZZO DI MICRORGANISMI PROBIOTICI E PROTETTIVI

Il progetto si propone di sviluppare una ricerca volta ad individuare microrganismi utili alla produzione di formaggi, freschi e a media stagionatura, di elevata valenza salutistica. A tale scopo si intende utilizzare colture microbiche probiotiche e colture microbiche protettive: le prime sono riconosciute per la loro capacità di influire positivamente sulla salute, le seconde utilizzate come bioconservanti, possono sostituirsi ai conservanti chimico-sintetici utilizzati usualmente nella pratica casearia.
L’obiettivo principale del progetto è di poter soddisfare la richiesta di prodotti lattiero caseari a forte impatto salutistico e, come conseguenza, commerciale, in quanto migliori dal punto di vista nutrizionale (presenza garantita in quantità e qualità di microrganismi probiotici) e percepiti più sicuri in quanto ottenuti senza utilizzare additivi conservanti. La possibilità di ottenere da applicazioni biotecnologiche soluzioni alternative all’utilizzo di sostanze aggiunte per la loro capacità conservante, da un lato soddisfa la richiesta di alcune categorie di consumatori e dall’altro apre la strada verso mercati esteri che non consentono l’utilizzo di tali sostanze.
Partecipanti: Lattebusche sca, Latteria della Vallata Feltrina, Busche di Cesiomaggiore (BL)- Veneto Agricoltura, Thiene (VI). Referente scientifico del progetto: Dr.ssa Tatiana Dallo

Progetto 4
L’emoglobina glicosilata come indice di controllo glicemico del paziente diabetico: sviluppo di un sistema analitico a biosensore

Il progetto di ricerca si propone di realizzare biosensori per la misurazione dell’emoglobina glicosilata direttamente dal sangue di pazienti con diabete. Il progetto nasce dalle richieste pressanti da parte della diabetologia medica di mettere a punto sistemi di controllo specifico a disposizione diretta del paziente diabetico per l’autocontrollo e monitoraggio della malattia. La misurazione del glucosio nel sangue, test già disponibile con vari tipi di strumenti per la misura domiciliare, non è infatti sufficiente a fornire indicazioni complete sull’andamento ed il controllo della malattia. E’ necessario valutare anche come le condizioni dell’emoglobina del paziente, in presenza del glucosio, vengano modificate, mediante un test specifico che misura l’emoglobina glicosilata e che dà un’idea del controllo glicemico del paziente negli ultimi due-tre mesi. Il mantenimento di bassi livelli di emoglobina glicosilata è infatti essenziale per ridurre il rischio di complicanze del diabete.

Partecipanti principali: BIOFUTURA Srl , Portogruaro (Ve), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia, Policlinico Umberto I, Laboratorio di Immunologia, Universita’ “La Sapienza” Roma, BIO HI-TECH Srl BIC Gorizia

Progetto 5

APPROCCI BIOTECNOLOGICI PER IL MIGLIORAMENTO DEGLI ASPETTI QUALITATIVI E SALUTISTICI DEL VINO PROSECCO D.O.C.

Il progetto riguarda prevalentemente la selezione di ceppi di lievito ecotipici, isolati dai vigneti della zona DOC di Conegliano e Valdobbiadene, da utilizzare per la produzione di vino base e per la spumantizzazione del Prosecco. L’identificazione dei lieviti isolati verrà effettuata mediante analisi genetiche, principalmente basate sull’analisi dell’RNA ribosomale. Per i ceppi che saranno selezionati verrà messo a punto un sistema molecolare in grado di monitorarli facilmente e rapidamente durante l’uso per la vinificazione.
Parallelamente verranno messi a punto sistemi molecolari, basati sull’individuazione di apposite sequenze nucleotidiche, per la rilevazione qualitativa e quantitativa di microrganismi dannosi in enologia, con particolare riferimento ai lieviti del genere Dekkera /Brettanomyces, temuti per la capacità di impartire note sgradevoli ai vini durante l’invecchiamento in botte o barrique.

Partecipanti: Dipartimento di Biotecnologie Agrarie - Università di Padova - Agripolis, Viale dell’Università 16, 35020 Legnaro (PD); MASOTTINA SpA - via Bradolini 54, Castello Roganzuolo – San Fior (TV); A vario titolo partecipano anche Aziende vitivinicole e cantine della zona del Prosecco DOC. Il progetto si avvale inoltre del contributo dell’Istituto per la qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Veneto Agricoltura con sede a Thiene (VI)

Progetto 6
DEPURAZIONE DI REFLUI MEDIANTE VEGETAZIONE

L’ambiente delle acque interne (fiumi, laghi, paludi…) è dotato di un’importante capacità di reagire all’immissione di sostanze estranee attivando una serie di meccanismi fisici, chimici e biologici definiti complessivamente come “capacità autodepurante”. Si tratta di fenomeni il cui decorso aumenta di efficacia quando si instauri una cooperazione tra piante acquatiche e microrganismi ad esse associati. Tale capacità naturale è stata ripresa in modo intensivo e confinato entro bacini artificiali per la bonifica di acque di scarico provenienti da insediamenti urbani, agro-industriali e industriali. Di grande potenzialità è il trattamento di reflui di imponente volume quali possono essere le acque piovane provenienti da strade di grande traffico, piazzali industriali, oppure del disinquinamento di interi corpi idrici. L’applicazione delle depurazioni naturali riportate ha trovato auspicio anche nella legislazione in materia ( D.Lgs. 11 maggio 1999 n°152 e succ. mod. int.). Tra i pregi riconosciuti spiccano l'efficacia a basso costo, la minima richiesta di energia e di sorveglianza tecnica continuativa, la capacità di sanificare gli effluenti senza l’impiego di sostanze aggressive, quali i derivati del cloro.
Descrizione del progetto: la ricerca proposta vuole sviluppare le conoscenze nel campo della fitodepurazione descrivendone il processo ed i risultati ottenuti in diverse applicazioni, dal trattamento di reflui urbani in zone sfavorevoli come le località alpine, al trattamento di reflui industriali, alla depurazione di grandi volumi di refluo a bassa concentrazione di inquinanti come le acque meteoriche di dilavamento.

Partecipanti al progetto:
SE.T.A. S.p.a., Dipartimento di Biotecnologie Agrarie
Università di Padova, Altopiano Servizi, Novatech S.r.l., Referente scientifico del progetto:
Prof. Antonio Albuzio del Dipartimento di Biotecnologie Agrarie Università di Padova

Progetto 7
NUOVI PROCESSI BIOTECNOLOGICI DI ALLEVAMENTO
DELLA VONGOLA VERACE NOSTRANA (TAPES DECUSSATUS)

Il progetto si propone di mettere a punto nuovi processi biotecnologici negli allevamenti della vongola verace nostrana Tapes decussatus al fine di ottenere un prodotto di qualità a basso costo secondo un protocollo che ne garantisca il valore nutrizionale e la sicurezza alimentare. I risultati conseguiti costituiranno un’alternativa sia alle attuali modalità di produzione di fitoplancton presso gli allevamenti che all’utilizzo di sospensioni algali reperibili tutt’oggi sul mercato.
Queste nuove tecnologie prevedono l’uso di: 1) sospensioni concentrate e conservate di microalghe vive come alimento diretto delle vongole; 2) colture algali di qualità controllata ottenute da inoculi selezionati in vasche all’aperto opportunamente gestite.
Gli inoculi e le sospensioni saranno ottenuti da colture controllate in fotobioreattori di due microalghe marine: Tetraselmis suecica e Isochrysis sp. clone T-ISO. I due nuovi processi biotecnologici saranno raffrontati con le tecniche comunemente utilizzate negli impianti di venericoltura presenti nel Veneto (uso delle acque di laguna; induzione di bloom algali).
Nel corso del progetto verranno inoltre definite le specifiche tecniche per la certificazione volontaria di prodotto sia per il fitoplancton che per la vongola.
La sperimentazione viene condotta presso gli impianti di Ittica Allevamenti Cà Pellestrina. Il gruppo di ricerca è costituito da: Ittica Allevamenti Cà Pellestrina, capofila del progetto, Goro Acquicoltura Srl, Sogesca Srl, Fotosintetica e Microbiologica Srl, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR.

Progetto 8
STUDIO DI NUOVI METODI ANALITICI DI TIPO BIOTECNOLOGICO PER IL CONTROLLO DI SPECIE E PER LA TRACCIABILITÀ DI DIVERSI PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE (LATTE, CARNE E PESCE)

Lo scopo del progetto è quello di sviluppare e mettere a punto tecniche di genetica molecolare atte ad essere utilizzate nell’ambito della valutazione della tracciabilità in alcune filiere dei prodotti di origine animale, in particolare nei settori lattiero-caseario, delle carni bovina ed ovina e dei prodotti ittici. Nello specifico, per il settore lattiero-caseario verranno messi a punto nuovi metodi di analisi per la tipizzazione individuale e di razza dei prodotti (latte e formaggi), allo scopo di disporre di uno strumento rapido ed automatizzabile che con alta riproducibilità ed accuratezza, permetta la realizzazione di percorsi di tracciabilità lungo l’intera filiera produttiva. Relativamente alla carne bovina, l’obiettivo sarà quello di creare un sistema di tracciabilità basato sull’identificazione genetica individuale del soggetto e del singolo pezzo di carne da esso ottenuto, allo scopo di verificare l’esatta provenienza dei prodotti al dettaglio, scoraggiare possibili frodi alimentati e fornire maggiori garanzie al consumatore. Riguardo ai prodotti ovini, saranno messe a punto metodiche di tracciabilità di filiera che consentiranno di controllare e incentivare il miglioramento qualitativo delle singole fasi del processo produttivo, mentre relativamente ai prodotti ittici, il lavoro sarà orientato verso l’individuazione di metodiche di controllo della filiera relativamente al prodotto trasformato, dove il riconoscimento è reso cioè più difficile dalle fasi di filettatura, porzionamento o macinazione, che mascherano le caratteristiche morfologiche identificative del pesce.

Partecipanti: Dipartimento di Scienze Zootecniche, Università di Padova, Chelab srl (Resana, TV), Consorzio PRIME ALPI srl (Castellavazzo, BL), Experteam di De Bortoli Angelo & C. SAS (Marghera, VE), Lattebusche s.c. a r.l. Latteria della Vallata Feltrina (Busche di Cesiomaggiore, BL). Referenti scientifici del progetto: Prof. Roberto Mantovani e Prof. Martino Cassandro.

Progetto 9

SVILUPPO DI METODOLOGIE DI PURIFICAZIONE ED ANALISI DI PROTEINE ALLERGENICHE

E’ ormai noto che le manifestazioni di intolleranza / allergia alimentari stanno seguendo un trend in continuo aumento, mentre la figura delle reazioni ai vari alimenti si sta modificando di pari passo con i cambiamenti che vengono apportati nell’alimentazione. Si stima che da quattro a otto milioni di persone in Europa soffrano di allergie alimentari (alcuni parlano addirittura di un 10% della popolazione, circa 40 milioni). Le allergie alimentari dipendono molto dalle abitudini alimentari; ad esempio nei paesi scandinavi è molto diffusa l’allergia al pesce, nei paesi anglosassoni quella alle arachidi, nei paesi mediterranei a crostacei e molluschi, ecc. Relativamente all’Italia, numerosi sono i soggetti allergici a mela, pesca, kiwi, noci, arachidi, pomodoro e sedano. Probabilmente l'ultima frontiera dell'alimentazione, quella degli alimenti geneticamente modificati (OGM), produrrà quadri sintomatologici nuovi e sicuramente più subdoli e quindi più difficili da individuare.
L'obiettivo finale del programma è di mettere a punto e rendere disponibile l'esecuzione di metodi per l'identificazione di allergeni “nascosti” negli alimenti commerciali. Non si tratterà di adottare un unico metodo per tutti gli allergeni, ma piuttosto di adattare i metodi, disponibili o da sviluppare, alle particolari caratteristiche ed esigenze dei singoli alimenti. In particolare gli obiettivi della ricerca comprendono la messa a punto di metodi di analisi quantitativa per il rilevamento degli allergeni del mais, della pesca, del sesamo, del gamberetto, del merluzzo, del latte bovino, dell’uovo, della soia, dell’arachide, del frumento, della nocciola e della mandorla.
Partecipanti: Chelab srl; ASOLO DOLCE SaS; CRIBI Biotechnology Centre, Università di Padova; Laboratorio di Spettrometria di Massa del CNR – Padova

Progetto 10

BIOMIT: sviluppo e applicazione di biotecnologie genomiche in mitilo per il controllo dell’ambiente costiero e degli stock alimentari

De Pittà C.2, Venier P.1, Varotto L.1, Barbanti A.3, Delaney E.3, Nasci C.3 and Lanfranchi G.2

1 Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Padova, Via U. Bassi 58/B - 35121 Padova
2 C.R.I.B.I., Università degli studi di Padova, Viale G. Colombo 3 - 35121 Padova
3 Thetis S.p.A Castello 2737/F- 30122 Venezia

Questo progetto di ricerca ha lo scopo di trasferire tecnologie avanzate ed innovative di biologia molecolare e genomica, già applicate in ambito biomedico per diagnosi e ricerca, per lo studio ed il monitoraggio dell’ambiente costiero usando Mytilus galloprovincialis.
Proponiamo l’utilizzo di un cDNA microarray (MytArray 1.0) che consente l’osservazione contemporanea di migliaia di geni (circa 1700) per lo studio delle risposte indotte in mitilo da fattori tossici e agenti patogeni. Sfruttando questa piattaforma, si intende analizzare il trascrittoma di mitili in diverse condizioni fisiologiche e di mitili esposti a condizioni nocive con particolare attenzione agli inquinanti chimici. Inoltre, proponiamo di definire una nuova e interessante certificazione di qualità con tecniche molecolari avanzate: PCR (Polymerase Chain Reaction) e QRT-PCR (Quantitative Real Time PCR) che faciliteranno il riconoscimento sistematico di mitili contaminati o infettati assicurando un miglior controllo della produzione per il mercato alimentare.
I soggetti attuatori di questo progetto sono Thetis SpA (Venezia) e Università di Padova (Dip. Biologia e C.R.I.B.I.).

Progetto 11


CARATTERIZZAZIONE DELLE PROPRIETÀ BIOLOGICHE DI SUPERFICI RICOPERTE CON PELLICOLE BIOSIL

Un limite importante e finora non superato per trapianti xeno ed allogenici di cellule e tessuti animali sono i fenomeni di rigetto immunologico da parte dell'organismo ospite. Questa reazione di rigetto è attualmente controllata mediante la somministrazione di farmaci immunosoppressori e, almeno per la terapia basata su cellule, a dispositivi di incapsulamento che costituiscano un filtro al passaggio di molecole immunitarie (anticorpi o molecole di superficie di cellule del sistema immunitario). Tra le metodiche di incapsulamento di cellule animali da utilizzare per scopi terapeutici, le più impiegate utilizzano strati di polimeri organici policationici in associazione con gel di alginato, per rivestire le cellule o le microcapsule che le contengono. Tuttavia, la stabilità in vivo di tali materiali risulta insufficiente per un trattamento a lungo termine. Per sopperire a tale limite, questo progetto prevede di verificare la stabilità a lungo termine di un sistema di incapsulamento basato sulla tecnologia Biosil, che genera una pellicola porosa di silice con notevoli proprietà di stabilità meccanica ed inerzia chimica.
La ricerca coinvolge l’Istituto di Ricerche Biotecnologiche (I.R.B.srl-Altavilla Vicentina, VI), il Venetian Institute of Molecular Medicine (VIMM-Padova) e La Casa di Cura “Madonna della Salute”(Porto Viro, RO).

Progetto 12
BIOPOLIMERI NATURALI O SINTETICI DA UTILIZZARE COME SUPPORTO NELLA RIGENERAZIONE OSSEA

Con la partecipazione al progetto dei biopolimeri naturali o sintetici, da utilizzare come supporto nella rigenerazione ossea per la costruzione di protesi tridimensionali con procedimento stereolitografico, SAGA mette a disposizione il suo know-how trentennale nel settore delle materie plastiche evolute per progettare e stampare biomateriali che possono costituire dei sostituti tissutali, specificatamente realizzati per il paziente, con le caratteristiche tipiche dei processi di standardizzazione di qualità.
SAGA ha investito energie e risorse per entrare in collaborazione con i Centri di Ricerca Universitaria, con il CNR e il relativo Istituto ISIB in un progetto che interessa i biosettori, proponendosi come service provider e quindi partner di ricerca professionale per lo sviluppo di protesi su misura.
La poliedricità di SAGA permette il suo riconoscimento come soggetto che, al passo coi tempi e sensibile alle problematiche socio-sanitarie, si propone con un team di competenza interdisciplinare nella tecnologia medicale, nella biotecnologia, nelle scienze dei materiali e nell’area delle nanotecnologie.

Progetto 13

IDENTIFICAZIONE E ANALISI DI GENI COINVOLTI NELLA BIOSINTESI DI ANTOCIANINE E STILBENI (RESVERATROLO) IN VITIS VINIFERA L.

Il Veneto rappresenta una delle regioni italiane più vocate per la produzione di vini di qualità e si caratterizza per l’attenta opera di salvaguardia e di valorizzazione delle tipicità locali. Il nostro territorio regionale custodisce, infatti, un patrimonio di vitigni autoctoni che rappresentano una ricchezza colturale e culturale di grande rilevanza. A questo ben si accompagna la costante attenzione posta dal mondo viti-vinicolo veneto alle innovazioni varietali, colturali e tecnologiche capaci di assicurare un prodotto di altissima qualità.
Il Progetto si propone di identificare in Vitis vinifera L. geni che controllano caratteri agronomicamente e farmacologicamente importanti, con particolare riferimento a geni coinvolti nel metabolismo dei pigmenti antociani, che influenzano il colore e il sapore del vino, nonché il suo processo fermentativo, e nei meccanismi di difesa della pianta da agenti patogeni. In relazione a quest’ultimo aspetto, l’attenzione è focalizzata sulla produzione di resveratrolo che, oltre alla funzione di difesa delle vite in risposta a stress di tipo biotico e abiotico, è risultato avere un’importante attività antiossidante i cui benefici effetti sulla salute umana sono attualmente oggetto di grande interesse. I principali risultati attesi dal presente programma di ricerca sono l’aumento delle conoscenze che riguardano i geni, e i relativi meccanismi di regolazione, che nella vite determinano la sintesi degli antociani e del resveratrolo e la caratterizzazione genetica e biochimica di una collezione di vitigni autoctoni del comprensorio euganeo.
Partecipanti: Azienda Agricola Dominio di Bagnoli s.s., Azienda Agricola Salvan Urbano s.s. Due Carrare (PD); Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali – Legnaro (PD). Responsabile scientifico: prof. Margherita Lucchin

Progetto 14
MESSA A PUNTO DI UN METODO QUALI-QUANTITATIVO PER LA DETERMINAZIONE CONTEMPORANEA DI VIRUS, BATTERI E PROTOZOI, ECC. PRODUZIONE DI KIT DIAGNOSTICI IN BIOLOGIA MOLECOLARE E AMBIENTALE


Messa a punto di un metodo qualitativo e quantitativo mediante PCR multiplex e Real Time PCR per la determinazione contemporanea dei seguenti virus, batteri e protozoi: enterovirus, HAV, Salmonella, Giardia lamblia, Cryptosporidium parvum, nelle acque fluviali e di balneazione per la produzione di kit diagnostici in biologia molecolare ambientale al fine di
a)determinare il rischio di contrarre patologie dall’uso ricreativo delle acque analizzate, anche in relazione alle norme in vigore (D.P.R. 155 del 1988)
b) determinare degli indici di qualità delle acque sulla base dei microrganismi e virus presenti
c) valutare l’efficienza di sistemi di depurazione
d) identificare univocamente un determinato ceppo batterico o virale definendone quindi anche l’origine (traceability).

Soggetti coinvolti :
·Experteam di De Bortoli Angelo & c. sas, c/o Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia, via della Libertà 12, Marghera-Venezia tel 041 5093101 www.experteam.it
·Dip. di Scienze Ambientali Universita’ degli Studi Ca’ Foscari di Venezia, Prof. E. Argese
·Dip. di Biologia di Padova, lab. Genetica Funzionale Prof. G. Lanfranchi, (CRIBI )
·CNR Padova, Corso Stati Uniti, 4

Referente Scientifico :
Dr. Angelo De Bortoli , Experteam sas,(expertm@vegapark.ve.it)

Progetto 15

SVILUPPO DI UNA METODICA DI CGH-ARRAY FINALIZZATA ALLA REALIZZAZIONE DI UN MICROARRAY PER LA CARATTERIZZAZIONE GENETICA DI SOGGETTI AFFETTI DA RITARDO MENTALE IDIOPATICO.

Il progetto si propone di sviluppare un metodo diagnostico accurato e sensibile basato sulla tecnica del CGH-array (Comparative Genomic Hybridization Array), che sia in grado di caratterizzare tutte le regioni subtelomeriche di pazienti affetti da ritardo mentale idiopatico; la metodica, una volta standardizzata, potrà poi essere utilizzata per ulteriori applicazioni relative a malattie genetiche.
Durante la messa a punto della metodica, tramite il CGH-array potranno essere rilevate eventuali delezioni o amplificazioni a livello subtelomerico; i DNA utilizzati come controllo positivo saranno campioni derivati da pazienti affetti da ritardo mentale idiopatico, per i quali sia già stata rilevata un’anomalia genetica a livello subtelomerico utilizzando diverse tecniche.
La validazione del CGH-array come metodo diagnostico verrà in seguito eseguita nell’ambito di uno studio clinico volto ad analizzare tutte le regioni cromosomiche subtelomeriche di soggetti affetti da ritardo mentale idiopatico. Al fine della validazione del sistema, i DNA dei soggetti presi in esame verranno analizzati confrontando, per le medesime regioni cromosomiche, i risultati forniti dall’ibridazione dell’array, con quelli ottenuti con una tecnica comunemente utilizzata a livello diagnostico clinico.
La scelta di focalizzare in prima istanza l’impiego del CGH-array solo per l’analisi delle regioni subtelomeriche dei pazienti, deriva dalla constatazione che circa il 7% dei casi di ritardo mentale idiopatico sono associati ad aberrazioni cromosomiche a questo livello; ma, una volta messa a punto la tecnologia si prevede di aumentare il numero delle regioni cromosomiche presenti sull’array per estendere l’applicabiltà dell’analisi alla diagnosi di altre malattie genetiche.
Il progetto viene realizzato da AB Analitica srl (PD) in collaborazione con varie altre strutture di ricerca (ATI) con una sede attività in Motta di Livenza (TV). Referente: Dott. Vincenzo Putrone.

Progetto 16
SVILUPPO DI UN TERRENO ORIGINALE PER LA CONSERVAZIONE A 31 °C DELLA CORNEA UMANA UTILIZZATA IN INTERVENTI DI CHERATOPLASTICA COMPLETAMENTE ESENTE DA DERIVATI ANIMALI E UMANI ATTRAVERSO L’UTILIZZO DI COMPLEMENTI OTTENUTI DA PROCESSI BIO-TECNOLOGICI

Il progetto si propone di sviluppare un terreno originale per la conservazione a 31 °C della cornea umana, utilizzata negli interventi di cheratoplastica, che sia completamente esente da derivati animali e umani, grazie all’impiego di una miscela di sostanze di derivazione bio-tecnologica (EGF, FGF, Insulina etc) in grado di sostituire l’ apporto trofico del siero fetale bovino, aumentando così i margini di sicurezza per i riceventi, soprattutto in considerazione delle problematiche internazionali relative alla potenziale trasmissibilità all’ uomo di patologie animali.
Partecipanti: AL.CHI.MI.A. SRL Ponte S.Nicolò – (PD) Fondazione Banca degli Occhi del Veneto - Mestre (VE)

Progetto 17
IDENTIFICAZIONE E VALIDAZIONE DI NUOVI MARKER MOLECOLARI UTILI NELLA GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE ONCOLOGICO

Le patologie oncologiche costituiscono un importante problema per la Sanità a causa dell’elevato impatto socio-sanitario, basti considerare le stime annuali d’incidenza a livello europeo pubblicate nel 2004 secondo le quali i casi nuovi sarebbero 2.9 milioni. Grazie agli sviluppi del Progetto Genoma Umano si attendono, con l’avvio dell’era post genomica, un rapido incremento delle conoscenze in ambito molecolare e nel contempo un parallelo miglioramento delle strategie diagnostiche e terapeutiche del paziente oncologico.
Il presente progetto di ricerca vuole raccogliere questa sfida della ricerca di base nel settore medico: l’obiettivo primario consiste nell’identificazione di nuovi marker molecolari di valore prognostico e farmacogenetico nell’oncologia dei tumori solidi attraverso l’impiego di high-throughput technologies, come il DNA e cDNA microarray, in grado di analizzare su larga scala quelle alterazioni del genoma correlabili con la progressione tumorale e/o con la risposta al trattamento farmacologico quali polimorfismi genetici, SNPs (single nucleotidi polymorphism), alterazioni molecolari o trascrizionali. Il progetto consentirà di ottenere una migliore classificazione tassonomica e prognostica dei diversi sottotipi di tumore, di individuare i profili genetici di risposta dell’individuo al chemioterapico, permettendo così una personalizzazione della terapia con una ricaduta positiva nella gestione clinica del paziente ed una razionale gestione della spesa sanitaria regionale.
Collaborano a questo progetto: Research and Innovation (Padova), CE.M.A.R Centro Medico di Analisi e Riabilitazione (Trissino, Vi), la Clinica Chirurgica II Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche dell’Università degli Studi di Padova (Prof. Lise M., Prof. Nitti D.) e l’Istituto Nazionale per lo Studio di Tumori, IOV, IRCCS (Prof. Cartei G.).

Progetto 18
MIGLIORAMENTO QUALITATIVO ED UTILIZZO DI FARINE PROVENIENTI DA GRANI DANNEGGIATI DA EURYGASTER INTEGRICEPS ED AELIA ROSTRATA

Il principale obiettivo che il progetto di ricerca si propone è quello di aiutare l’industria molitoria a migliorare e rendere utilizzabili per la panificazione le farine ottenute dai grani importati dai paesi dell’Europa dell’Est che spesso risultano essere infestati da insetti “cimice” (ordine degli Emitteri, famiglia Pentatomidi, genere Eurygaster ed Aelia). Tali insetti attaccano la cariosside del grano prima della raccolta iniettando con la saliva un enzima proteolitico che danneggia le proteine del glutine rendendo inutilizzabile la farina ai fini della trasformazione nei prodotti da forno. Attualmente risulta molto difficile prevenire o combattere l’infestazione in campo per mancanza di risorse e attrezzature disponibili nei paesi coinvolti da questa calamità.
In particolare l’obiettivo della ricerca proposta sarà quello di individuare una tecnologia in grado di contrastare o annullare l’effetto negativo della proteasi presente nel chicco. Tale tecnologia sarà sviluppata con un approccio di tipo biotecnologico avvalendosi di microrganismi e sostanze di origine biologica, sicure dal punto di vista della salute umana L’obiettivo potrà essere raggiunto attraverso l’ inibizione dell’attività proteolitica ed eventualmente con l’ausilio di enzimi in grado di ripristinare le proprietà funzionali delle farine danneggiate.

Partecipanti: Università: Università di Padova – Dipartimento di Biotecnologie Agrarie. Referente Prof. Sergio Casella; Promolog Srl – Porto Marghera (VE). Referente: Dr. Sandro Zanirato