International Biotechnologies and Bioengineering
Exhibition, PadovaFiere, ITALY 20-22 aprile/April 2005
Progetto 1
APPLICAZIONE DI "DNA MICROARRAY" (BIOCHIP)
ALLA DIAGNOSTICA INFETTIVOLOGICA E FARMACO GENETIC A
Protolife S.r.l. vuole sfruttare il potere insito nella
vita per sviluppare un nuovo tipo di tecniche che permettano di creare
e programmare strutture viventi con le volute funzionalità chimiche.
Le nostre proto-cellule saranno realizzate in due modi:
- nanocellule autonome programmabili
- processi viventi sviluppati su piattaforma microfluidica
Le strutture viventi sviluppate da ProtoLife condivideranno
molte delle caratteristiche presenti nelle attuali forme di vita, quali
self-repair, autoriproduzione a carattere esponenziale nonché capacità
di adattabilità automatica open-ended.
Gli obiettivi di breve termine porteranno sul mercato prodotti
ad alto impatto nel settore farmaceutico, alimentare e cosmetico, grazie
alla combinazione programmata di reazioni chimiche e strutture lipidiche
auto-assemblanti (vescicole).
Progetto 2
SVILUPPO DI SISTEMI INNOVATIVI DI BIOLOGIA MOLECOLARE
E CELLULARE PER DIDATTICA
Il progetto DIDATTICA della DITTA Dott. DINO PALADIN ha come obiettivo
la messa a punto e la validazione di kit didattici per la realizzazione
di esperienze pratiche su varie tecniche di elevata specializzazione,
normalmente in uso in laboratori di biologia molecolare, cellulare, biochimica,
genetica, microbiologia e oncologia.
Lo spunto viene dalle esigenze delle strutture di formazione che dovendo
operare con numerosi allievi, non sempre hanno a disposizione risorse
di personale e di tempo per confezionare il materiale necessario per ogni
studente. In più occasioni sono state evidenziate da parte di docenti
richieste di metodi e reagenti finalizzati alla preparazione di esperienze
didattiche.
Rivolti alla formazione universitaria, post-universitaria e allaggiornamento
professionale, tali metodi potranno essere applicati a varie materie di
insegnamento, quali ad esempio: biochimica, genetica, istologia, microbiologia,
virologia, oncologia, medicina legale.
Una ricerca scrupolosa e unattenzione particolare sono state osservate
nello sviluppo di kit che potessero essere propedeutici anche per alunni
delle scuole medie superiori; simulando, tramite esperienze pratiche,
lattività di un vero laboratorio di biologia molecolare,
lo studente potrà meglio completare il proprio percorso formativo
sentendosi maggiormente coinvolto nelle problematiche del mondo della
ricerca.
Il metodo didattico prevede, oltre a tutto il materiale necessario per
lesecuzione dellesperimento pratico, dispense guida per laggiornamento
dellinsegnante sulle più recenti pubblicazioni scientifiche
di settore e schede che supporteranno lo studente durante la fase sperimentale
e nellinterpretazione dei risultati.
Per realizzare il progetto è stata costituita unAssociazione
Temporanea dImpresa (ATI) tra la DITTA DOTT. DINO PALADIN e LUNIVERSITÀ
DEGLI STUDI DI PADOVA, DIPARTIMENTO DI ISTOLOGIA, MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIE
MEDICHE, con sede attività in Motta di Livenza (TV).
Progetto 3
PRODOTTI LATTIERO CASEARI FERMENTATI
CON UTILIZZO DI MICRORGANISMI PROBIOTICI E PROTETTIVI
Il progetto si propone di sviluppare una ricerca volta ad individuare
microrganismi utili alla produzione di formaggi, freschi e a media stagionatura,
di elevata valenza salutistica. A tale scopo si intende utilizzare colture
microbiche probiotiche e colture microbiche protettive: le prime sono
riconosciute per la loro capacità di influire positivamente sulla
salute, le seconde utilizzate come bioconservanti, possono sostituirsi
ai conservanti chimico-sintetici utilizzati usualmente nella pratica casearia.
Lobiettivo principale del progetto è di poter soddisfare
la richiesta di prodotti lattiero caseari a forte impatto salutistico
e, come conseguenza, commerciale, in quanto migliori dal punto di vista
nutrizionale (presenza garantita in quantità e qualità di
microrganismi probiotici) e percepiti più sicuri in quanto ottenuti
senza utilizzare additivi conservanti. La possibilità di ottenere
da applicazioni biotecnologiche soluzioni alternative allutilizzo
di sostanze aggiunte per la loro capacità conservante, da un lato
soddisfa la richiesta di alcune categorie di consumatori e dallaltro
apre la strada verso mercati esteri che non consentono lutilizzo
di tali sostanze.
Partecipanti: Lattebusche sca, Latteria della Vallata Feltrina, Busche
di Cesiomaggiore (BL)- Veneto Agricoltura, Thiene (VI). Referente scientifico
del progetto: Dr.ssa Tatiana Dallo
Progetto 4
Lemoglobina glicosilata come
indice di controllo glicemico del paziente diabetico: sviluppo di un sistema
analitico a biosensore
Il progetto di ricerca si propone di realizzare biosensori per la misurazione
dellemoglobina glicosilata direttamente dal sangue di pazienti con
diabete. Il progetto nasce dalle richieste pressanti da parte della diabetologia
medica di mettere a punto sistemi di controllo specifico a disposizione
diretta del paziente diabetico per lautocontrollo e monitoraggio
della malattia. La misurazione del glucosio nel sangue, test già
disponibile con vari tipi di strumenti per la misura domiciliare, non
è infatti sufficiente a fornire indicazioni complete sullandamento
ed il controllo della malattia. E necessario valutare anche come
le condizioni dellemoglobina del paziente, in presenza del glucosio,
vengano modificate, mediante un test specifico che misura lemoglobina
glicosilata e che dà unidea del controllo glicemico del paziente
negli ultimi due-tre mesi. Il mantenimento di bassi livelli di emoglobina
glicosilata è infatti essenziale per ridurre il rischio di complicanze
del diabete.
Partecipanti principali: BIOFUTURA Srl , Portogruaro (Ve), Dipartimento
di Medicina Sperimentale e Patologia, Policlinico Umberto I, Laboratorio
di Immunologia, Universita La Sapienza Roma, BIO HI-TECH
Srl BIC Gorizia
Progetto 5
APPROCCI BIOTECNOLOGICI PER IL MIGLIORAMENTO DEGLI
ASPETTI QUALITATIVI E SALUTISTICI DEL VINO PROSECCO D.O.C.
Il progetto riguarda prevalentemente la selezione di ceppi di lievito
ecotipici, isolati dai vigneti della zona DOC di Conegliano e Valdobbiadene,
da utilizzare per la produzione di vino base e per la spumantizzazione
del Prosecco. Lidentificazione dei lieviti isolati verrà
effettuata mediante analisi genetiche, principalmente basate sullanalisi
dellRNA ribosomale. Per i ceppi che saranno selezionati verrà
messo a punto un sistema molecolare in grado di monitorarli facilmente
e rapidamente durante luso per la vinificazione.
Parallelamente verranno messi a punto sistemi molecolari, basati sullindividuazione
di apposite sequenze nucleotidiche, per la rilevazione qualitativa e quantitativa
di microrganismi dannosi in enologia, con particolare riferimento ai lieviti
del genere Dekkera /Brettanomyces, temuti per la capacità di impartire
note sgradevoli ai vini durante linvecchiamento in botte o barrique.
Partecipanti: Dipartimento di Biotecnologie Agrarie - Università
di Padova - Agripolis, Viale dellUniversità 16, 35020 Legnaro
(PD); MASOTTINA SpA - via Bradolini 54, Castello Roganzuolo San
Fior (TV); A vario titolo partecipano anche Aziende vitivinicole e cantine
della zona del Prosecco DOC. Il progetto si avvale inoltre del contributo
dellIstituto per la qualità e le Tecnologie Agroalimentari
di Veneto Agricoltura con sede a Thiene (VI)
Progetto 6
DEPURAZIONE DI REFLUI MEDIANTE
VEGETAZIONE
Lambiente delle acque interne (fiumi, laghi, paludi ) è
dotato di unimportante capacità di reagire allimmissione
di sostanze estranee attivando una serie di meccanismi fisici, chimici
e biologici definiti complessivamente come capacità autodepurante.
Si tratta di fenomeni il cui decorso aumenta di efficacia quando si instauri
una cooperazione tra piante acquatiche e microrganismi ad esse associati.
Tale capacità naturale è stata ripresa in modo intensivo
e confinato entro bacini artificiali per la bonifica di acque di scarico
provenienti da insediamenti urbani, agro-industriali e industriali. Di
grande potenzialità è il trattamento di reflui di imponente
volume quali possono essere le acque piovane provenienti da strade di
grande traffico, piazzali industriali, oppure del disinquinamento di interi
corpi idrici. Lapplicazione delle depurazioni naturali riportate
ha trovato auspicio anche nella legislazione in materia ( D.Lgs. 11 maggio
1999 n°152 e succ. mod. int.). Tra i pregi riconosciuti spiccano l'efficacia
a basso costo, la minima richiesta di energia e di sorveglianza tecnica
continuativa, la capacità di sanificare gli effluenti senza limpiego
di sostanze aggressive, quali i derivati del cloro.
Descrizione del progetto: la ricerca proposta vuole sviluppare le conoscenze
nel campo della fitodepurazione descrivendone il processo ed i risultati
ottenuti in diverse applicazioni, dal trattamento di reflui urbani in
zone sfavorevoli come le località alpine, al trattamento di reflui
industriali, alla depurazione di grandi volumi di refluo a bassa concentrazione
di inquinanti come le acque meteoriche di dilavamento.
Partecipanti al progetto:
SE.T.A. S.p.a., Dipartimento di Biotecnologie Agrarie
Università di Padova, Altopiano Servizi, Novatech S.r.l., Referente
scientifico del progetto:
Prof. Antonio Albuzio del Dipartimento di Biotecnologie Agrarie Università
di Padova
Progetto 7
NUOVI PROCESSI BIOTECNOLOGICI
DI ALLEVAMENTO
DELLA VONGOLA VERACE NOSTRANA (TAPES DECUSSATUS)
Il progetto si propone di mettere a punto nuovi processi biotecnologici
negli allevamenti della vongola verace nostrana Tapes decussatus al fine
di ottenere un prodotto di qualità a basso costo secondo un protocollo
che ne garantisca il valore nutrizionale e la sicurezza alimentare. I
risultati conseguiti costituiranno unalternativa sia alle attuali
modalità di produzione di fitoplancton presso gli allevamenti che
allutilizzo di sospensioni algali reperibili tuttoggi sul
mercato.
Queste nuove tecnologie prevedono luso di: 1) sospensioni concentrate
e conservate di microalghe vive come alimento diretto delle vongole; 2)
colture algali di qualità controllata ottenute da inoculi selezionati
in vasche allaperto opportunamente gestite.
Gli inoculi e le sospensioni saranno ottenuti da colture controllate in
fotobioreattori di due microalghe marine: Tetraselmis suecica e Isochrysis
sp. clone T-ISO. I due nuovi processi biotecnologici saranno raffrontati
con le tecniche comunemente utilizzate negli impianti di venericoltura
presenti nel Veneto (uso delle acque di laguna; induzione di bloom algali).
Nel corso del progetto verranno inoltre definite le specifiche tecniche
per la certificazione volontaria di prodotto sia per il fitoplancton che
per la vongola.
La sperimentazione viene condotta presso gli impianti di Ittica Allevamenti
Cà Pellestrina. Il gruppo di ricerca è costituito da: Ittica
Allevamenti Cà Pellestrina, capofila del progetto, Goro Acquicoltura
Srl, Sogesca Srl, Fotosintetica e Microbiologica Srl, Istituto per lo
Studio degli Ecosistemi del CNR.
Progetto 8
STUDIO DI NUOVI METODI ANALITICI DI TIPO BIOTECNOLOGICO
PER IL CONTROLLO DI SPECIE E PER LA TRACCIABILITÀ DI DIVERSI PRODOTTI
DI ORIGINE ANIMALE (LATTE, CARNE E PESCE)
Lo scopo del progetto è quello di sviluppare e mettere a punto
tecniche di genetica molecolare atte ad essere utilizzate nellambito
della valutazione della tracciabilità in alcune filiere dei prodotti
di origine animale, in particolare nei settori lattiero-caseario, delle
carni bovina ed ovina e dei prodotti ittici. Nello specifico, per il settore
lattiero-caseario verranno messi a punto nuovi metodi di analisi per la
tipizzazione individuale e di razza dei prodotti (latte e formaggi), allo
scopo di disporre di uno strumento rapido ed automatizzabile che con alta
riproducibilità ed accuratezza, permetta la realizzazione di percorsi
di tracciabilità lungo lintera filiera produttiva. Relativamente
alla carne bovina, lobiettivo sarà quello di creare un sistema
di tracciabilità basato sullidentificazione genetica individuale
del soggetto e del singolo pezzo di carne da esso ottenuto, allo scopo
di verificare lesatta provenienza dei prodotti al dettaglio, scoraggiare
possibili frodi alimentati e fornire maggiori garanzie al consumatore.
Riguardo ai prodotti ovini, saranno messe a punto metodiche di tracciabilità
di filiera che consentiranno di controllare e incentivare il miglioramento
qualitativo delle singole fasi del processo produttivo, mentre relativamente
ai prodotti ittici, il lavoro sarà orientato verso lindividuazione
di metodiche di controllo della filiera relativamente al prodotto trasformato,
dove il riconoscimento è reso cioè più difficile
dalle fasi di filettatura, porzionamento o macinazione, che mascherano
le caratteristiche morfologiche identificative del pesce.
Partecipanti: Dipartimento di Scienze Zootecniche, Università
di Padova, Chelab srl (Resana, TV), Consorzio PRIME ALPI srl (Castellavazzo,
BL), Experteam di De Bortoli Angelo & C. SAS (Marghera, VE), Lattebusche
s.c. a r.l. Latteria della Vallata Feltrina (Busche di Cesiomaggiore,
BL). Referenti scientifici del progetto: Prof. Roberto Mantovani e Prof.
Martino Cassandro.
Progetto 9
SVILUPPO DI METODOLOGIE DI PURIFICAZIONE ED ANALISI
DI PROTEINE ALLERGENICHE
E ormai noto che le manifestazioni di intolleranza / allergia alimentari
stanno seguendo un trend in continuo aumento, mentre la figura delle reazioni
ai vari alimenti si sta modificando di pari passo con i cambiamenti che
vengono apportati nellalimentazione. Si stima che da quattro a otto
milioni di persone in Europa soffrano di allergie alimentari (alcuni parlano
addirittura di un 10% della popolazione, circa 40 milioni). Le allergie
alimentari dipendono molto dalle abitudini alimentari; ad esempio nei
paesi scandinavi è molto diffusa lallergia al pesce, nei
paesi anglosassoni quella alle arachidi, nei paesi mediterranei a crostacei
e molluschi, ecc. Relativamente allItalia, numerosi sono i soggetti
allergici a mela, pesca, kiwi, noci, arachidi, pomodoro e sedano. Probabilmente
l'ultima frontiera dell'alimentazione, quella degli alimenti geneticamente
modificati (OGM), produrrà quadri sintomatologici nuovi e sicuramente
più subdoli e quindi più difficili da individuare.
L'obiettivo finale del programma è di mettere a punto e rendere
disponibile l'esecuzione di metodi per l'identificazione di allergeni
nascosti negli alimenti commerciali. Non si tratterà
di adottare un unico metodo per tutti gli allergeni, ma piuttosto di adattare
i metodi, disponibili o da sviluppare, alle particolari caratteristiche
ed esigenze dei singoli alimenti. In particolare gli obiettivi della ricerca
comprendono la messa a punto di metodi di analisi quantitativa per il
rilevamento degli allergeni del mais, della pesca, del sesamo, del gamberetto,
del merluzzo, del latte bovino, delluovo, della soia, dellarachide,
del frumento, della nocciola e della mandorla.
Partecipanti: Chelab srl; ASOLO DOLCE SaS; CRIBI Biotechnology Centre,
Università di Padova; Laboratorio di Spettrometria di Massa del
CNR Padova
Progetto 10
BIOMIT: sviluppo e applicazione di biotecnologie genomiche
in mitilo per il controllo dellambiente costiero e degli stock alimentari
De Pittà C.2, Venier P.1, Varotto L.1, Barbanti A.3, Delaney E.3,
Nasci C.3 and Lanfranchi G.2
1 Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Padova,
Via U. Bassi 58/B - 35121 Padova
2 C.R.I.B.I., Università degli studi di Padova, Viale G. Colombo
3 - 35121 Padova
3 Thetis S.p.A Castello 2737/F- 30122 Venezia
Questo progetto di ricerca ha lo scopo di trasferire tecnologie avanzate
ed innovative di biologia molecolare e genomica, già applicate
in ambito biomedico per diagnosi e ricerca, per lo studio ed il monitoraggio
dellambiente costiero usando Mytilus galloprovincialis.
Proponiamo lutilizzo di un cDNA microarray (MytArray 1.0) che consente
losservazione contemporanea di migliaia di geni (circa 1700) per
lo studio delle risposte indotte in mitilo da fattori tossici e agenti
patogeni. Sfruttando questa piattaforma, si intende analizzare il trascrittoma
di mitili in diverse condizioni fisiologiche e di mitili esposti a condizioni
nocive con particolare attenzione agli inquinanti chimici. Inoltre, proponiamo
di definire una nuova e interessante certificazione di qualità
con tecniche molecolari avanzate: PCR (Polymerase Chain Reaction) e QRT-PCR
(Quantitative Real Time PCR) che faciliteranno il riconoscimento sistematico
di mitili contaminati o infettati assicurando un miglior controllo della
produzione per il mercato alimentare.
I soggetti attuatori di questo progetto sono Thetis SpA (Venezia) e Università
di Padova (Dip. Biologia e C.R.I.B.I.).
Progetto 11
CARATTERIZZAZIONE DELLE PROPRIETÀ BIOLOGICHE DI SUPERFICI RICOPERTE
CON PELLICOLE BIOSIL
Un limite importante e finora non superato per trapianti xeno ed allogenici
di cellule e tessuti animali sono i fenomeni di rigetto immunologico da
parte dell'organismo ospite. Questa reazione di rigetto è attualmente
controllata mediante la somministrazione di farmaci immunosoppressori
e, almeno per la terapia basata su cellule, a dispositivi di incapsulamento
che costituiscano un filtro al passaggio di molecole immunitarie (anticorpi
o molecole di superficie di cellule del sistema immunitario). Tra le metodiche
di incapsulamento di cellule animali da utilizzare per scopi terapeutici,
le più impiegate utilizzano strati di polimeri organici policationici
in associazione con gel di alginato, per rivestire le cellule o le microcapsule
che le contengono. Tuttavia, la stabilità in vivo di tali materiali
risulta insufficiente per un trattamento a lungo termine. Per sopperire
a tale limite, questo progetto prevede di verificare la stabilità
a lungo termine di un sistema di incapsulamento basato sulla tecnologia
Biosil, che genera una pellicola porosa di silice con notevoli proprietà
di stabilità meccanica ed inerzia chimica.
La ricerca coinvolge lIstituto di Ricerche Biotecnologiche (I.R.B.srl-Altavilla
Vicentina, VI), il Venetian Institute of Molecular Medicine (VIMM-Padova)
e La Casa di Cura Madonna della Salute(Porto Viro, RO).
Progetto 12
BIOPOLIMERI NATURALI O SINTETICI
DA UTILIZZARE COME SUPPORTO NELLA RIGENERAZIONE OSSEA
Con la partecipazione al progetto dei biopolimeri naturali o sintetici,
da utilizzare come supporto nella rigenerazione ossea per la costruzione
di protesi tridimensionali con procedimento stereolitografico, SAGA mette
a disposizione il suo know-how trentennale nel settore delle materie plastiche
evolute per progettare e stampare biomateriali che possono costituire
dei sostituti tissutali, specificatamente realizzati per il paziente,
con le caratteristiche tipiche dei processi di standardizzazione di qualità.
SAGA ha investito energie e risorse per entrare in collaborazione con
i Centri di Ricerca Universitaria, con il CNR e il relativo Istituto ISIB
in un progetto che interessa i biosettori, proponendosi come service provider
e quindi partner di ricerca professionale per lo sviluppo di protesi su
misura.
La poliedricità di SAGA permette il suo riconoscimento come soggetto
che, al passo coi tempi e sensibile alle problematiche socio-sanitarie,
si propone con un team di competenza interdisciplinare nella tecnologia
medicale, nella biotecnologia, nelle scienze dei materiali e nellarea
delle nanotecnologie.
Progetto 13
IDENTIFICAZIONE E ANALISI DI GENI
COINVOLTI NELLA BIOSINTESI DI ANTOCIANINE E STILBENI (RESVERATROLO) IN VITIS
VINIFERA L.
Il Veneto rappresenta una delle regioni italiane più vocate per
la produzione di vini di qualità e si caratterizza per lattenta
opera di salvaguardia e di valorizzazione delle tipicità locali.
Il nostro territorio regionale custodisce, infatti, un patrimonio di vitigni
autoctoni che rappresentano una ricchezza colturale e culturale di grande
rilevanza. A questo ben si accompagna la costante attenzione posta dal
mondo viti-vinicolo veneto alle innovazioni varietali, colturali e tecnologiche
capaci di assicurare un prodotto di altissima qualità.
Il Progetto si propone di identificare in Vitis vinifera L. geni che controllano
caratteri agronomicamente e farmacologicamente importanti, con particolare
riferimento a geni coinvolti nel metabolismo dei pigmenti antociani, che
influenzano il colore e il sapore del vino, nonché il suo processo
fermentativo, e nei meccanismi di difesa della pianta da agenti patogeni.
In relazione a questultimo aspetto, lattenzione è focalizzata
sulla produzione di resveratrolo che, oltre alla funzione di difesa delle
vite in risposta a stress di tipo biotico e abiotico, è risultato
avere unimportante attività antiossidante i cui benefici
effetti sulla salute umana sono attualmente oggetto di grande interesse.
I principali risultati attesi dal presente programma di ricerca sono laumento
delle conoscenze che riguardano i geni, e i relativi meccanismi di regolazione,
che nella vite determinano la sintesi degli antociani e del resveratrolo
e la caratterizzazione genetica e biochimica di una collezione di vitigni
autoctoni del comprensorio euganeo.
Partecipanti: Azienda Agricola Dominio di Bagnoli s.s., Azienda Agricola
Salvan Urbano s.s. Due Carrare (PD); Università degli Studi di
Padova Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali
Legnaro (PD). Responsabile scientifico: prof. Margherita Lucchin
Progetto 14
MESSA A PUNTO DI UN METODO QUALI-QUANTITATIVO
PER LA DETERMINAZIONE CONTEMPORANEA DI VIRUS, BATTERI E PROTOZOI, ECC. PRODUZIONE
DI KIT DIAGNOSTICI IN BIOLOGIA MOLECOLARE E AMBIENTALE
Messa a punto di un metodo qualitativo e quantitativo mediante PCR multiplex
e Real Time PCR per la determinazione contemporanea dei seguenti virus,
batteri e protozoi: enterovirus, HAV, Salmonella, Giardia lamblia, Cryptosporidium
parvum, nelle acque fluviali e di balneazione per la produzione di kit
diagnostici in biologia molecolare ambientale al fine di
a)determinare il rischio di contrarre patologie dalluso ricreativo
delle acque analizzate, anche in relazione alle norme in vigore (D.P.R.
155 del 1988)
b) determinare degli indici di qualità delle acque sulla base dei
microrganismi e virus presenti
c) valutare lefficienza di sistemi di depurazione
d) identificare univocamente un determinato ceppo batterico o virale definendone
quindi anche lorigine (traceability).
Soggetti coinvolti :
·Experteam di De Bortoli Angelo & c. sas, c/o Parco Scientifico
e Tecnologico di Venezia, via della Libertà 12, Marghera-Venezia
tel 041 5093101 www.experteam.it
·Dip. di Scienze Ambientali Universita degli Studi Ca
Foscari di Venezia, Prof. E. Argese
·Dip. di Biologia di Padova, lab. Genetica Funzionale Prof. G.
Lanfranchi, (CRIBI )
·CNR Padova, Corso Stati Uniti, 4
Referente Scientifico :
Dr. Angelo De Bortoli , Experteam sas,(expertm@vegapark.ve.it)
Progetto 15
SVILUPPO DI UNA METODICA DI CGH-ARRAY FINALIZZATA
ALLA REALIZZAZIONE DI UN MICROARRAY PER LA CARATTERIZZAZIONE GENETICA
DI SOGGETTI AFFETTI DA RITARDO MENTALE IDIOPATICO.
Il progetto si propone di sviluppare un metodo diagnostico accurato e
sensibile basato sulla tecnica del CGH-array (Comparative Genomic Hybridization
Array), che sia in grado di caratterizzare tutte le regioni subtelomeriche
di pazienti affetti da ritardo mentale idiopatico; la metodica, una volta
standardizzata, potrà poi essere utilizzata per ulteriori applicazioni
relative a malattie genetiche.
Durante la messa a punto della metodica, tramite il CGH-array potranno
essere rilevate eventuali delezioni o amplificazioni a livello subtelomerico;
i DNA utilizzati come controllo positivo saranno campioni derivati da
pazienti affetti da ritardo mentale idiopatico, per i quali sia già
stata rilevata unanomalia genetica a livello subtelomerico utilizzando
diverse tecniche.
La validazione del CGH-array come metodo diagnostico verrà in seguito
eseguita nellambito di uno studio clinico volto ad analizzare tutte
le regioni cromosomiche subtelomeriche di soggetti affetti da ritardo
mentale idiopatico. Al fine della validazione del sistema, i DNA dei soggetti
presi in esame verranno analizzati confrontando, per le medesime regioni
cromosomiche, i risultati forniti dallibridazione dellarray,
con quelli ottenuti con una tecnica comunemente utilizzata a livello diagnostico
clinico.
La scelta di focalizzare in prima istanza limpiego del CGH-array
solo per lanalisi delle regioni subtelomeriche dei pazienti, deriva
dalla constatazione che circa il 7% dei casi di ritardo mentale idiopatico
sono associati ad aberrazioni cromosomiche a questo livello; ma, una volta
messa a punto la tecnologia si prevede di aumentare il numero delle regioni
cromosomiche presenti sullarray per estendere lapplicabiltà
dellanalisi alla diagnosi di altre malattie genetiche.
Il progetto viene realizzato da AB Analitica srl (PD) in collaborazione
con varie altre strutture di ricerca (ATI) con una sede attività
in Motta di Livenza (TV). Referente: Dott. Vincenzo Putrone.
Progetto 16
SVILUPPO DI UN TERRENO ORIGINALE
PER LA CONSERVAZIONE A 31 °C DELLA CORNEA UMANA UTILIZZATA IN INTERVENTI
DI CHERATOPLASTICA COMPLETAMENTE ESENTE DA DERIVATI ANIMALI E UMANI ATTRAVERSO
LUTILIZZO DI COMPLEMENTI OTTENUTI DA PROCESSI BIO-TECNOLOGICI
Il progetto si propone di sviluppare un terreno originale per la conservazione
a 31 °C della cornea umana, utilizzata negli interventi di cheratoplastica,
che sia completamente esente da derivati animali e umani, grazie allimpiego
di una miscela di sostanze di derivazione bio-tecnologica (EGF, FGF, Insulina
etc) in grado di sostituire l apporto trofico del siero fetale bovino,
aumentando così i margini di sicurezza per i riceventi, soprattutto
in considerazione delle problematiche internazionali relative alla potenziale
trasmissibilità all uomo di patologie animali.
Partecipanti: AL.CHI.MI.A. SRL Ponte S.Nicolò (PD) Fondazione
Banca degli Occhi del Veneto - Mestre (VE)
Progetto 17
IDENTIFICAZIONE E VALIDAZIONE DI
NUOVI MARKER MOLECOLARI UTILI NELLA GESTIONE CLINICA DEL PAZIENTE ONCOLOGICO
Le patologie oncologiche costituiscono un importante problema per la
Sanità a causa dellelevato impatto socio-sanitario, basti
considerare le stime annuali dincidenza a livello europeo pubblicate
nel 2004 secondo le quali i casi nuovi sarebbero 2.9 milioni. Grazie agli
sviluppi del Progetto Genoma Umano si attendono, con lavvio dellera
post genomica, un rapido incremento delle conoscenze in ambito molecolare
e nel contempo un parallelo miglioramento delle strategie diagnostiche
e terapeutiche del paziente oncologico.
Il presente progetto di ricerca vuole raccogliere questa sfida della ricerca
di base nel settore medico: lobiettivo primario consiste nellidentificazione
di nuovi marker molecolari di valore prognostico e farmacogenetico nelloncologia
dei tumori solidi attraverso limpiego di high-throughput technologies,
come il DNA e cDNA microarray, in grado di analizzare su larga scala quelle
alterazioni del genoma correlabili con la progressione tumorale e/o con
la risposta al trattamento farmacologico quali polimorfismi genetici,
SNPs (single nucleotidi polymorphism), alterazioni molecolari o trascrizionali.
Il progetto consentirà di ottenere una migliore classificazione
tassonomica e prognostica dei diversi sottotipi di tumore, di individuare
i profili genetici di risposta dellindividuo al chemioterapico,
permettendo così una personalizzazione della terapia con una ricaduta
positiva nella gestione clinica del paziente ed una razionale gestione
della spesa sanitaria regionale.
Collaborano a questo progetto: Research and Innovation (Padova), CE.M.A.R
Centro Medico di Analisi e Riabilitazione (Trissino, Vi), la Clinica Chirurgica
II Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche dellUniversità
degli Studi di Padova (Prof. Lise M., Prof. Nitti D.) e lIstituto
Nazionale per lo Studio di Tumori, IOV, IRCCS (Prof. Cartei G.).
Progetto 18
MIGLIORAMENTO QUALITATIVO ED UTILIZZO
DI FARINE PROVENIENTI DA GRANI DANNEGGIATI DA EURYGASTER INTEGRICEPS ED
AELIA ROSTRATA
Il principale obiettivo che il progetto di ricerca si propone è
quello di aiutare lindustria molitoria a migliorare e rendere utilizzabili
per la panificazione le farine ottenute dai grani importati dai paesi
dellEuropa dellEst che spesso risultano essere infestati da
insetti cimice (ordine degli Emitteri, famiglia Pentatomidi,
genere Eurygaster ed Aelia). Tali insetti attaccano la cariosside del
grano prima della raccolta iniettando con la saliva un enzima proteolitico
che danneggia le proteine del glutine rendendo inutilizzabile la farina
ai fini della trasformazione nei prodotti da forno. Attualmente risulta
molto difficile prevenire o combattere linfestazione in campo per
mancanza di risorse e attrezzature disponibili nei paesi coinvolti da
questa calamità.
In particolare lobiettivo della ricerca proposta sarà quello
di individuare una tecnologia in grado di contrastare o annullare leffetto
negativo della proteasi presente nel chicco. Tale tecnologia sarà
sviluppata con un approccio di tipo biotecnologico avvalendosi di microrganismi
e sostanze di origine biologica, sicure dal punto di vista della salute
umana Lobiettivo potrà essere raggiunto attraverso l
inibizione dellattività proteolitica ed eventualmente con
lausilio di enzimi in grado di ripristinare le proprietà
funzionali delle farine danneggiate.
Partecipanti: Università: Università di Padova Dipartimento
di Biotecnologie Agrarie. Referente Prof. Sergio Casella; Promolog Srl
Porto Marghera (VE). Referente: Dr. Sandro Zanirato